All'interno i fascicoli e fogli sciolti sottodescritti; si tratta per lo più di copie, redatte in epoche successive a quelle distesura, di atti di natura privatistica:
- fascicolo numerato "I" con testamento e codicillo di Lucia di Saciletto, moglie di Antonio Sforzati (11 maggio e 6 giugno 1464); allegata dichiarazione di pubblicazione resa dal notaio Belforte Miuttini (21 aprile 1558);
- foglio sciolto numerato "II". Il patriarca di Aquileia, Ottobuono di Razzi, cede ad Osalco di Saciletto il locale castello con le pertinenze circostanti, tra cui diversi masi ed un mulino. Il notaio udinese Francesco Norsuti corrobora l'atto (11 maggio 1303). Successivamente altri notai hanno accertato l'autenticità dell'atto, naturalmente in copia; l'ultimo è stato Pietro
Nani, notaio cividalese, il 20 aprile del 1558, con l'apposizione del suo sigillo;
- fascicolo numerato "III". Copia dell'inventario dei beni di Gregorio fatto compilare dalla madre, e tutrice, Lucia. Il notaio cividalese Antonio Pontoni ha corroborato l'atto (11 marzo 1385). Pietro Nani attesta l'autenticità della copia apponendovi il suo sigillo (20 aprile
1558);
- foglio sciolto numerato "IV". Copia del testamento di Osalco (q. Giovanni) di Saciletto redatto dal cancelliere comunale, e notaio, Francesco Miuttini (7 febbraio 1449). Pietro Nani attesta l'autenticità della copia apponendovi il suo sigillo (20 aprile 1558);
- foglio sciolto numerato "V". Copia del reciproco atto di donazione del castello di Fontanabuona tra i fratelli Dietrichus (chierico) e Francesco; il notaio Valerio corrobora l'atto (16 febbraio 1280);
- foglio sciolto, strappato da volume rilegato, numerato "VI". Su mandato del patriarca Pellegrino (II) di Ortenburg - Sponheim e dei fratelli Megenardo (avvocato della chiesa aquileiese) ed Engilberto, Herbordus di Peranstaino, Folchero e Pellegrino indagano le ragioni del detto Megenardo nella causa col defunto patriarca Ulrico (Volrico) II di Treven. Copia secentesca di atto datato 13 dicembre 1202.
Risulta inoltre allegata, in quanto non descritta in copertina, una lettera, munita di sigillo, scritta al comune dall'avvocato e giurista Cornelio Frangipane avente per oggetto, tra l'altro, una causa relativa al castello di Fontanabuona da sottoporsi al luogotenente generale della Patria del Friuli [28 giugno 15?]