La serie si compone di n. ro 9 scatole originali confezionate in legno e cartoncino con rivestimenti in carta; ciascuna possiede il piatto anteriore apribile. La chiusura è assicurata da appositi gancetti in ottone che si inseriscono in occhielli dello stesso materiale. Lo stato di conservazione è molto buono a parte alcuni danni ai sistemi di chiusura che in certe unità risultano allentati o mancanti del tutto causa usura.
All'interno di ciascuna scatola sono stati collocati fascicoli, le cui copertine sono state ricavate da ottima carta ottocentesca e per tanto ancora in buone condizioni di conservazione, contenenti a loro volta singoli (molto più raramente molteplici) documenti. Questi si presentano nella stragrande maggioranza dei casi come fogli sciolti di dimensioni variabili (cui è stata adattata la foggia di ogni singola copertina); rari i registri completi e le vacchette (peraltro di consistenza piuttosto contenuta), i fascicoli nati come tali ab origine, i frammenti da registri o volumi rilegati.
I supporti utilizzati per la confezione dei documenti sono la carta e la pergamena; su quest'ultima sono stati vergati gli atti ritenuti più importanti (bolle papali, diplomi imperiali, ducali, testi di accordi che hanno coinvolto il comune, atti notarili, sentenze civili e criminali). Per la natura del supporto di ciascun documento e per il suo stato di conservazione si rinvia alle singole schede - documento.
Questa Seconda Serie del fondo D'Orlandi raccoglie documentazione giunta all'antica cancelleria del comune di Cividale durante il periodo veneziano. Tra tutte le tipologie documentali spiccano indubbiamente per la loro importanza storica e per il loro numero le ducali inviate a Cividale dai dogi di Venezia con ordini ed istruzioni sul governo della città e del territorio secondo il volere della Serenissima in accordo con strutture di potere rimaste sostanzialmente invariate, nella forma, fin dall'età patriarcale.
Venezia era del resto divenuta una potenza regionale e si era pienamente integrata nelle complesse dinamiche che caratterizzarono la storia italiana del XV secolo. Dunque la stragrande maggioranza delle carte qui collocate dal D'Orlandi ha per oggetto il rapporto, si potrebbe dire privilegiato, tra la città di Cividale e la Repubblica. Un occhio non meno acuto era riservato alla sorveglianza del confine, vicinissimo a Cividale, con l'impero, per giunta minacciato anche da periodiche scorrerie turche. A questo proposito non poche sono infatti le ducali e le lettere inviate dai luogotenenti che hanno per oggetto movimenti di truppe dislocate a Cividale o nelle vicinanze.
In tempi ormai di pace, tra la metà del '500 fino al 1797, tra i provveditori veneti residenti a Cividale e le autorità asburgiche si infittì uno scambio di informazioni riguardanti il dilagare di periodiche epidemie di peste e la repressione della criminalità, soprattutto dei reati legati al contrabbando. Contemporaneamente, le ducali inviate ai provveditori contenevano sempre più spesso prescrizioni di natura amministrativa e giudiziaria. Inoltre, particolare rilievo assumono le carte riguardanti le modalità di assegnazione, tramite periodiche aste indette dai luogotenenti prima e dai provveditori venti poi, della titolarità della gastaldìa cividalese, particolarmente ambita vista la copia di immobili oggetto di sua rendita siti entro le ville della giurisdizione di Cividale.
Il resto delle carte della Serie Seconda riguarda le comunicazioni tra Cividale ed altri comuni circonvicini, la contea di Gorizia ed il comune di Trieste. Altri documenti riguardano ancora l'assetto istituzionale interno e l'amministrazione della città.