All'interno:
- foglio pergamenaceo di mm. 296x176 (26 giugno 1393);
- foglio pergamenaceo di mm. 284x215 (26 giugno 1393).
Alla presenza del Consiglio cittadino riunito, e davanti al marescalco patriarcale Nicolò Trinchal, Giovanni Zan di Giassìco, brigante di strada, recidivo e già colpito da sentenza di bando perpetuo in data 1° febbraio 1389, viene condannato a morte per impiccagione. La sentenza, debitamente "ad astantium intelligentiam vulgarizata", risulta eseguita il giorno stesso. Notaio verbalizzante di entrambi gli atti, copia uno dell'altro, Pietro da Monastero.