All'interno foglio pergamenaceo di mm. 250x333.
Da Venezia il doge, Cristoforo Moro, scrive al luogotenente generale della Patria del Friuli, Angelo Gradenigo, che i beni di Samuele, ebreo cividalese, e dei suoi soci possono essere loro restituiti dopo ch'erano stati sottratti da agenti del conte di Gorizia.