All'interno:
- foglio pergamenaceo di mm. 406x538. Da Venezia il doge, Francesco Donà, ascoltato il parere del Consiglio dei Dieci con la Zonta, ricevuti i rappresentanti cividalesi e volendo far cessare ogni dualismo con Udine, riconosce i privilegi cividalesi in materia tributaria e circoscrive esattamente le competenze del luogotenente generale della Patria del Friuli in materia di giurisdizione, arruolamenti di archibugieri, richieste di uomini per lavori pubblici
(18 aprile 1553);
- foglio pergamenaceo di mm. 408x537. Il nuovo doge, Marc'Antonio Trevisan, ricevuti i rappresentanti cividalesi e conformemente ad una parte presa dal Senato il giorno precedente, istituisce la figura del provveditore veneto di Cividale, residente in città, con le tipiche funzioni esecutive e rappresentative. In particolare, inoltre, questi non dovrà essere originario della Patria; resterà in carica 16 mesi; potrà avvalersi di un vicario, un cancelliere ed un cavallaro; il salario sarà quello consueto per le magistrature analoghe con tuttavia un'integrazione di 10 ducati mensili a carico del comune; il provveditore giudicherà in primo grado in cause civili e criminali riservando il secondo grado direttamente alle magistrature cittadine di Venezia e cause al di sotto di certi limiti ancora alla gastaldìa; i proventi ricavati dalle condanne pecuniarie emesse dovranno rimanere a Cividale (9 agosto 1553).
Documenti redatti in volgare.